Il Foglio Marzo 2013

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MARZO 2013

La prudenza – 1° parte

di P. Agostino Bartolini

Se volessimo dare una definizione al vocabolo “prudenza”, ci troveremmo senz’altro di fronte ad una certa difficoltà di scelta perché le definizioni di detta parola sono ormai molte e non dipendono dal punto vista di come uno la considera e la ritiene; pertanto la definizione di prudenza ha un’estensione molto ampia che va dalla paura all’eroismo.Cerchiamo di mettere in un certo ordine le nostre idee e di spiegarci con alcuni esempi nella ricerca di farci un’idea più precisa dell’argomento che abbiamo preso in considerazione.Innanzi tutto riportiamo alcune definizioni che, al riguardo, sono state date. Qualcuno dice: “La prudenza è la scelta del fine che ci si prefigge di conseguire”. Qualcun altro: “La prudenza è la scelta e l’adattamento dei mezzi al fine che si intende raggiungere”. Qualcun altro ancora ripete: “La prudenza consiste nel non fare il passo più lungo della gamba”. Ve ne sono altri ancora che la definiscono secondo una loro angolazione o interesse o parere particolare a seconda del tempo, del luogo, della circostanza in cui uno può venire a trovarsi in un particolare momento della propria esistenza.

E’ bene ricordare che la prudenza è una delle virtù cardinali insieme alla giustizia, fortezza e temperanza; queste quattro virtù sono dette cardinali perché regolano e dirigono la condotta dell’uomo sulla terra; come la porta è sostenuta dai cardini infissi nel muro e gira su di essi, così la condotta morale dell’uomo è retta e regolata dal queste virtù; come si vede e si capisce bene grande è l’importanza  di esse nella vita di ogni uomo , specialmente nella vita del credente in Dio.

Per prima cosa prendiamo a guida la divina rivelazione  per comprendere quanta utilità l’uomo ricavi dalla comprensione e dalla pratica di questa virtù, utilissima, anzi diciamo indispensabile all’uomo in qualsiasi stato di vita si trovi e in qualunque tipo di attività si trovi ad operare, qualsiasi età egli abbia raggiunto; ascoltiamo: “Non litigare con un uomo potente per non cadere nelle sua mani. Non litigare on un uomo ricco perché egli non ti opponga il potere  del suo denaro, poiché l’oro ha corrotto molti ed ha fatto deviare il cuore dei capi di stato. Non litigare con l’uomo linguacciuto e non aggiungere legna sul fuoco. Non litigare con l’ignorante perché non siano disprezzati i tuoi antenati. Non insultare un uomo convertito dal peccato perché siamo tutti meritevoli di pena. Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché alcuni di noi invecchieranno. Non gioire per la morte di qualcuno, ricordati che tutti moriremo. Non disdegnare i discorsi dei sapienti, medita piuttosto le loro massime, da essi imparerai la dottrina e potrai così essere di utilità a molti. Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anche essi hanno imparato dai loro padre, da essi imparerai l’accorgimento e come rispondere a tempo opportuno. Non attizzare la brace del peccatore per non bruciare nel suo fuoco. Non garantire oltre le tue possibilità, se hai garantito preoccupati di soddisfare. Non muovere causa ad un giudice, perché giudicheranno in suo favore secondo il suo parere. Con un avventuriero non metterti in viaggio, per paura che ti diventi insopportabile, Egli agirà secondo il suo capriccio e tu andrai in rovina per la tua avventatezza. Non litigare con un irascibile e non attraversare con lui un luogo solitario, perché ai suoi occhi il sangue è come, dove non c’è possibilità di aiuto ti assalirà. Non consigliarti non uno stolto, perché non saprà mantenere un segreto. Davanti ad uno straniero (qui si intende uno sconosciuto) non fare nulla di riservato, perché non sai cosa ne seguirà. Con un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore, corri il rischio che egli ti porti via il tuo bene”. (Siracide 8, 1 – 19).

In ogni momento della storia, in ogni occasione l’uomo venga a trovarsi, prima di intraprendere  una qualsiasi iniziativa è bene guardare attentamente dentro di noi, perché soltanto dopo avere una sincera cognizione di causa ed una visione chiara del desiderato e dei mezzi idonei ed onesti per conseguirlo, l’uomo può muoversi con fiducia e con speranza di successo.

La storia medesima e l’esperienza personale ci dimostrano – con evidenza – quanto sia necessario camminare alla luce dell’intelligenza e della coscienza al fine di illuderci, di camminare al buio col serio rischio d smarrirci e di precipitare con nostro grave danno, danno che a volte può riuscire irreparabile.

Per imprimerci sempre più profondamente, nella mente e nel cuore, questa verità, ascoltiamo ancora dalla Parola di Dio, che è luce, verità eterna, amore di vita e volontà di salvezza: “Prima di parlare, impara; curati ancor prima di ammalarti. Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono. Umiliati prima di cadere malato e quando hai peccato mostra il pentimento. Nulla ti impedisca di soddisfare a tempo un voto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti. Prima di fare un voto prepara te stesso e non fare come un uomo che tenta il Signore. Pensa alla carestia nel tempo dell’abbondanza, alla povertà e all’indigenza nei giorni della ricchezza. Dal mattino alla sera il tempo cambia e tutto è effimero davanti al Signore”. (Siracide 18, 19 – 29).

Se volessimo dare una definizione al vocabolo “prudenza”, ci troveremmo senz’altro di fronte ad una certa difficoltà di scelta perché le definizioni di detta parola sono ormai molte e non dipendono dal punto vista di come uno la considera e la ritiene; pertanto la definizione di prudenza ha un’estensione molto ampia che va dalla paura all’eroismo.

Cerchiamo di mettere in un certo ordine le nostre idee e di spiegarci con alcuni esempi nella ricerca di farci un’idea più precisa dell’argomento che abbiamo preso in considerazione.

Innanzi tutto riportiamo alcune definizioni che, al riguardo, sono state date. Qualcuno dice: “La prudenza è la scelta del fine che ci si prefigge di conseguire”. Qualcun altro: “La prudenza è la scelta e l’adattamento dei mezzi al fine che si intende raggiungere”. Qualcun altro ancora ripete: “La prudenza consiste nel non fare il passo più lungo della gamba”. Ve ne sono altri ancora che la definiscono secondo una loro angolazione o interesse o parere particolare a seconda del tempo, del luogo, della circostanza in cui uno può venire a trovarsi in un particolare momento della propria esistenza.

E’ bene ricordare che la prudenza è una delle virtù cardinali insieme alla giustizia, fortezza e temperanza; queste quattro virtù sono dette cardinali perché regolano e dirigono la condotta dell’uomo sulla terra; come la porta è sostenuta dai cardini infissi nel muro e gira su di essi, così la condotta morale dell’uomo è retta e regolata dal queste virtù; come si vede e si capisce bene grande è l’importanza  di esse nella vita di ogni uomo , specialmente nella vita del credente in Dio.

Per prima cosa prendiamo a guida la divina rivelazione  per comprendere quanta utilità l’uomo ricavi dalla comprensione e dalla pratica di questa virtù, utilissima, anzi diciamo indispensabile all’uomo in qualsiasi stato di vita si trovi e in qualunque tipo di attività si trovi ad operare, qualsiasi età egli abbia raggiunto; ascoltiamo: “Non litigare con un uomo potente per non cadere nelle sua mani. Non litigare on un uomo ricco perché egli non ti opponga il potere  del suo denaro, poiché l’oro ha corrotto molti ed ha fatto deviare il cuore dei capi di stato. Non litigare con l’uomo linguacciuto e non aggiungere legna sul fuoco. Non litigare con l’ignorante perché non siano disprezzati i tuoi antenati. Non insultare un uomo convertito dal peccato perché siamo tutti meritevoli di pena. Non disprezzare un uomo quando è vecchio, perché alcuni di noi invecchieranno. Non gioire per la morte di qualcuno, ricordati che tutti moriremo. Non disdegnare i discorsi dei sapienti, medita piuttosto le loro massime, da essi imparerai la dottrina e potrai così essere di utilità a molti. Non trascurare i discorsi dei vecchi, perché anche essi hanno imparato dai loro padre, da essi imparerai l’accorgimento e come rispondere a tempo opportuno. Non attizzare la brace del peccatore per non bruciare nel suo fuoco. Non garantire oltre le tue possibilità, se hai garantito preoccupati di soddisfare. Non muovere causa ad un giudice, perché giudicheranno in suo favore secondo il suo parere. Con un avventuriero non metterti in viaggio, per paura che ti diventi insopportabile, Egli agirà secondo il suo capriccio e tu andrai in rovina per la tua avventatezza. Non litigare con un irascibile e non attraversare con lui un luogo solitario, perché ai suoi occhi il sangue è come, dove non c’è possibilità di aiuto ti assalirà. Non consigliarti non uno stolto, perché non saprà mantenere un segreto. Davanti ad uno straniero (qui si intende uno sconosciuto) non fare nulla di riservato, perché non sai cosa ne seguirà. Con un uomo qualsiasi non aprire il tuo cuore, corri il rischio che egli ti porti via il tuo bene”. (Siracide 8, 1 – 19).

In ogni momento della storia, in ogni occasione l’uomo venga a trovarsi, prima di intraprendere  una qualsiasi iniziativa è bene guardare attentamente dentro di noi, perché soltanto dopo avere una sincera cognizione di causa ed una visione chiara del desiderato e dei mezzi idonei ed onesti per conseguirlo, l’uomo può muoversi con fiducia e con speranza di successo.

La storia medesima e l’esperienza personale ci dimostrano – con evidenza – quanto sia necessario camminare alla luce dell’intelligenza e della coscienza al fine di illuderci, di camminare al buio col serio rischio d smarrirci e di precipitare con nostro grave danno, danno che a volte può riuscire irreparabile.

Per imprimerci sempre più profondamente, nella mente e nel cuore, questa verità, ascoltiamo ancora dalla Parola di Dio, che è luce, verità eterna, amore di vita e volontà di salvezza: “Prima di parlare, impara; curati ancor prima di ammalarti. Prima del giudizio esamina te stesso, così al momento del verdetto troverai perdono. Umiliati prima di cadere malato e quando hai peccato mostra il pentimento. Nulla ti impedisca di soddisfare a tempo un voto, non aspettare fino alla morte per sdebitarti. Prima di fare un voto prepara te stesso e non fare come un uomo che tenta il Signore. Pensa alla carestia nel tempo dell’abbondanza, alla povertà e all’indigenza nei giorni della ricchezza. Dal mattino alla sera il tempo cambia e tutto è effimero davanti al Signore”. (Siracide 18, 19 – 29).

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Aggiunto in data: 11/03/2013
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