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Il tuo volto Signore io cerco: la Sindone

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10 maggio 2010 – Un gruppo di 35 persone siamo andati a Torino, in pellegrinaggio alla Sindone. Il tempo ci ha assistito e ci ha permesso di fare il percorso dei pellegrini verso questa reliquia unica nel suo genere.

Le parole del salmo: “Il tuo volto Signore io cerco” ci hanno accompagnato in questo cammino che abbiamo fatto e in effetti abbiamo visto il volto di Gesù impresso sul sacro lenzuolo. È un volto che rivela il grande amore di Dio per l’uomo; sembra dirci: “Guarda quanto il ho sofferto per amore tuo, guarda quanto io ti amo”; la sindone lascia vedere chiaramente i segni della passione. Ma questo sarebbe solo un atto di poca cosa se in noi non nascesse la volontà di rispondere con le nostre opere a tanto amore di Dio e allora diciamo in risposta al Signore: “Voglio anch’io amare i fratelli in risposta all’amore tuo verso di me”!. Si, o Signore noi ti esprimiamo il nostro amore a te impegnandoci di più ad amare coloro che ci sono vicini.

La giornata si è conclusa con l’Eucarestia celebrata insieme durante la quale abbiamo meditato il mistero della Passione del Signore e della sua risurrezione.

Tante ore in auto sia per l’andata che al ritorno, ma ne valeva la pena!

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2 Comments

  1. luigi e barbara
    17 Maggio 2010 at 23:29

    Dopo tanta strada siamo riusciti a vedere il Santo Lenzuolo. Davanti ad esso sono rimasto muto non sapendo cosa dire, tanta era l’emozione. Pochi minuti e siamo usciti nel piazzale della chiesa e abbiamo incontrato Paolo il dottore focolarino che dopo i saluti mi ha raccontato l’esperienza di sua figlia undicenne che è uscita in questa eclamazione: ” Babbo ma allora Gesù era veramente un uomo “. Questa è la Sindone.Luigi

  2. annalucia
    19 Maggio 2010 at 18:33

    Mi sono sentita attratta ad andare presso la Sindone, ma l’emozione ed il sentimento provati sono stati più grandi di quanto potessi pensare. Da quando ho alzato gli occhi ed ho visto quel lungo lino, disteso davanti a me, ho come visto Gesù vero uomo, quando spesso ero portata a pensarlo più che altro come vero Dio. Ho visto anche l’uomo che soffre, muore ed è sepolto come incorporato in Lui. Grazie, Signore, del dono che ci hai fatto lasciandoci questo segno del Tuo amore! Annalucia

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