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Maria… Donna dei si Difficili (New: Video)

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Video tratto dal Convento di Santa Lucia alla Castellina.

Testimonianza di Ester Berti

Quando stamani mi sono vista entrare dalla porta della lavanderia Padre Luca e Marco, il nostro postulante, insieme..ho cambiato viso: sapevo che volevano qualcosa da me!

“Ester, te la sentiresti di fare una riflessione su Maria e l’attesa ?”

Mi sono passate per la testa un numero infinito di persone molto più adatte, capaci ed entusiaste, fino proprio a pensare ma cosa posso dire io, su Maria, proprio io? Maria donna dell’attesa di ciò che non era atteso…ecco, si, forse allora posso parlare nella verità anche io.

In fondo non tutte le maternità sono ricercate, attese e nelle tue parole Maria:” Ma com’è possibile?” ci immagino il mio:” Ma come, ma proprio ora, ma siamo sicuri?” Nel tuo turbamento ci vedo il mio e quello di tante donne che davanti al non atteso si chiedono perché e come… Magari non viene rinnovato il contratto di lavoro o si è nell’ultimo anno di un percorso di studi che ha richiesto tanti sacrifici, come è successo a me; magari questo bimbo è “l’esimo” di altri figli, ho la situazione familiare è terribile o si è malate o ancora peggio non volute… Come è possibile? Si, Maria, diccelo tu che nemmeno avevi un marito, che sei stata rivestita sì di grazia, ma avevi un cuore di ragazza è un corpo come il mio, come il nostro!

Avrei voluto anch’io stasera sentire la testimonianza di una mamma al primo figlio, al termine di una gravidanza attesa e in buona salute, sarebbe stata più adatta… Ma hai scelto di essere la donna del non atteso, non in questo momento.

È inverno, siamo nel mezzo di una pandemia mondiale e si fatica economicamente e pure ci viene chiesto di attendere senza sicurezze… Custodire nell’incertezza la vita. Avrei voluto io ascoltare parole di gioia ed entusiasmo da un’altra donna, ma stasera vuoi che mi faccia portavoce delle mamme dei sì difficili, quelli che proprio non vorremmo dire!

ti senti come la terra che nel buio dell’inverno custodisce e protegge un seme prezioso, una vita nascosta che chiede pazienza, tempo, sacrificio e devi saperti rimettere in gioco e trovare il coraggio per affrontare i disagi fisici e mentali che la gravidanza comporta, e credetemi, sono tanti!!!

Sì Maria, tu mi capisci. Avevi anche tu i tuoi progetti, dovevi sposarti e mettere su casa, ti sei lasciata scombinare i piani dalla vita ma non riesco ad immaginarti come le cartoline patinate e sdolcinate. La Grazia ti ha lasciato umana e come noi hai sentito turbamento fatica e disagio Ma anche quella che a me piace chiamare “la gioia segreta”! Ogni mamma sa cos’è la gioia segreta di ogni movimento che fa il proprio bambino … a volte delicato, a volte irruento e

doloroso, a volte ci sveglia la notte o ci impedisce di riposare o mangiare, quasi che se non facesse così, potessimo scordarci che c’è!

Cos’è l’attesa? È pazienza, è sacrificio, è incertezza: quanto somiglia al nostro tempo, a questo anno così difficile, a questo inverno piovoso e fatto di distanza. La paura di partorire da sola o in un luogo sconosciuto è lontano da casa; sì Maria, sei proprio la donna dei nostri tempi sei la donna nella quale anche io mi posso rivedere.

Con te posso dire che non siamo noi a portare la Vita, ad averla scelta e programmata a tavolino, con te posso e possiamo dire che la Vita porta noi!!!

Come te non vogliamo essere passivi. Sei uscita e hai fatto un viaggio lungo per andare da Elisabetta e aiutarla. Anche questa è la tua forza nell’attesa: ti sei messa in cammino! Con te anche noi non vogliamo restare fermi, con le mani in mano, cercando di sopravvivere. Vogliamo portare e dare la Vita… Dare alla luce!

Come mamma sò di custodirla in me la luce e questa Vita mi illumina e scalda da dentro, come la candela delle nostre lanterne. È la Vita che porta noi, è la Vita che riscalda i nostri sí difficili. Con te Maria viviamo le nostre “gravi-danze”, una mia carissima amica me l’ha fatto notare, “gravi-danza”, è una danza che anche tu forse hai sentito grave nel senso di pesante, o difficile e l’hai presa sul serio come sacra, ma l’hai danzata nella fede e nella speranza.

Maria anche io come te e con me tante mamme e tutta l’umanità vogliamo vivere veramente l’attesa a mani aperte e attive e cuore docile e pieno di speranza, con tutta la fragilità della nostra condizione è tutto il coraggio e la tenacia di chi sà che dopo arriva la primavera.

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